Pil, Istat lima la crescita 2017 a +1,4% Stima rivista al ribasso da +1,5%
1 dicembre 2017

Pil, Istat lima la crescita 2017 a +1,4% Stima rivista al ribasso da +1,5%

Da Corriere.it del 01.12.2017 di Redazione Economia

La variazione acquisita del Pil, quella che si registrerebbe in caso di crescita congiunturale nulla negli ultimi tre mesi dell’anno, per il 2017 è pari all’1,4%. Lo rileva l’Istat rivedendo al ribasso la stima diffusa a metà novembre, che indicava un aumento dell’1,5%. La previsione del governo, contenuta nella nota di aggiornamento al Def, prevede per l’anno in corso un rialzo dell’1,5%. Occorre precisare che i dati di oggi dell’Istat sono corretti per gli effetti di calendario, mentre la stima del governo è su dati grezzi.

Nel terzo trimestre +0,4%

Nel terzo trimestre il Prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% nei confronti del terzo trimestre del 2016. Lo rileva l’Istat nei conti economici trimestrali. La stima preliminare diffusa il 14 novembre scorso aveva rilevato un aumento congiunturale dello 0,5% e un aumento tendenziale dell’1,8%. Il terzo trimestre del 2017 ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2016.

Padoan, crescita accelera ma la strada è ancora lunga

«La crescita in Italia sta accelerando, ma a un ritmo più lento rispetto ad altri Paesi dell’Eurozona», per cui «bisogna continuare a lavorare per alimentare la ripresa in modo da scongiurare una recessione in futuro». Queste le parole del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, all’Italy corporate governance conference 2017 in corso nella sede di Borsa Italiana. Per il ministro, dunque, «il sentiero è stretto, la strada per raggiungere tassi di crescita maggiori è lunga», ma senza dubbio «le riforme stanno iniziando ad avere effetti strutturali».

Frenata per servizi, scorte e agricoltura

Sui dati ha pesato la frenata nella crescita del valore aggiunto dei servizi e il calo delle scorte. Sarebbero questi, infatti, i fattori alla base della revisione al ribasso del Pil nel terzo trimestre, spiegano dall’Istat. I magazzini hanno infatti «tirato» meno: la variazione delle scorte ha fornito alla domanda nazionale un contributo negativo (-0,5 punti percentuali). I servizi invece sono aumentati sul trimestre precedente «solo» dello 0,1% (dallo 0,3% del secondo trimestre). Secondo Coldiretti «alla revisione al ribasso del Pil concorre l’agricoltura, l’unico settore a fare registrare una riduzione del valore aggiunto, -6,7%, rispetto allo scorso anno a causa del clima impazzito che ha avuto effetti devastanti nelle campagne con una storica siccità su cui si sono abbattuti violenti nubifragi a macchia di leopardo con danni stimati nei campi superiori ai 2 miliardi di euro nel 2017».

 

>> corriere.it

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