Perché troppa velocità sta uccidendo la comunicazione
5 settembre 2017

Perché troppa velocità sta uccidendo la comunicazione

Addirittura di “bellezza della velocità”, capace di arricchire “la magnificenza del mondo”, parlava Filippo Tommaso Marinetti nel suo Manifesto del Futurismo. Ma il poeta non fu certo il solo a elogiare i brividi e l’adrenalina che la velocità sa regalare; come lui, anche Leopardi, Boccioni e Kundera, giusto per citare qualche esempio. A lungo è sembrato infatti che il futuro viaggiasse su una linea retta e che per di più lo facesse a tutta velocità. E in effetti l’avvento della tecnologia ha accelerato i tempi con cui pensiamo e comunichiamo, ma allo stesso tempo li ha anche complicati, e quindi paradossalmente li ha rallentati. Così ha dettoBill Gates a riguardo: «Il computer più nuovo al mondo non può che peggiorare, grazie alla sua velocità, il più annoso problema nelle relazioni tra esseri umani: quello della comunicazione. Chi deve comunicare, alla fine, si troverà sempre a confrontarsi con il solito problema: cosa dire e come dirlo». Un conto è infatti la velocità fisica, quella dell’azione; un altro la velocità del pensiero, quella del dire, dell’ascoltare e del recepire correttamente. Un distinguo non da poco, soprattutto se consideriamo che qualora lo scambio di informazioni sia deficitario, si registrano http://farmaciaitaly.com/levitra.html maggior lentezza, pesantezza e farraginosità, che di default fanno lievitare i costi. Per questo non possiamo assolutamente permetterci di sbagliare, dobbiamo individuare la giusta sintesi e il tempo corretto. Questo vale nella comunicazione orale come in quella scritta. Abbiamo poco tempo per confezionare i tanti messaggi che mandiamo nel quotidiano. Dobbiamo essere veloci nel rispondere, senza penalizzare la ponderatezza della riflessione e pregiudicare il contenuto e l’efficacia del messaggio. Qui come altrove soccorre la disponibilità di strumenti che ci possano aiutare a essere veloci nello scrivere e del pari chiari, sintetici, autorevoli e fruibili. Se no, non solo non ci capiranno, ma non ci leggeranno nemmeno. Perché il tempo è prezioso per tutti. Ci sembrerà di non aver spiegato abbastanza, quanto avremmo voluto, lo sappiamo. Ma di necessità, virtù: l’importante non è infatti dire tutto, ma dire ciò che è utile per noi e per chi ci sta di fronte alla velocità giusta. Solo se entrambi avremo tratto del valore e dell’utilità dalla nostra comunicazione, potremo ritenerci soddisfatti. Tutto il resto sono chiacchiere e distintivo.

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