Nelle aziende crescono i «co-bot»: come (e dove) sono i robot che lavorano con l’uomo
9 febbraio 2018

Nelle aziende crescono i «co-bot»: come (e dove) sono i robot che lavorano con l’uomo

Da corriereinnovazione.corriere.it – di Stefano Casini 

La nuova frontiera dell’innovazione manifatturiera è quella tracciata dai “cobot”, i robot collaborativi. Che, nelle fasi di produzione, non sostituiscono completamente il lavoro dell’uomo, ma interagiscono in maniera complementare e flessibile. Lavorando “gomito a gomito”, o in questo caso sarebbe meglio dire “braccio meccanico a gomito”, in pratica a stretto contatto con le funzioni e le attività degli addetti alla produzione e degli operai specializzati. Macchine sempre più sofisticate, progettate e sviluppate proprio per affiancare, e non eliminare, il personale che si occupa di produrre, costruire, montare, realizzare prodotti e merci di ogni tipo.

A differenza dei tradizionali robot industriali, i cobot non operano al riparo di barriere protettive, ma interagiscono con gli operatori, come veri e propri compagni di squadra, dividendosi compiti e spazi di lavoro. Un cobot è in genere formato da una struttura verticale a tronco, su cui sono innestate una testa multimediale munita di telecamere e sensori, e le braccia meccaniche, in grado di svolgere diversi compiti e operazioni, in maniera precisa ed efficiente.

Sistemi che imparano in fretta

Un elemento essenziale di un robot collaborativo è la sicurezza: è dotato di meccanismi anticollisione, e telecamere che tengono costantemente sotto controllo sia il robot sia il collega umano, in modo da poter operare senza incidenti. Il design dei robot collaborativi e i materiali utilizzati per la loro costruzione sono tali da non rappresentare un rischio per le persone che ci lavorano fianco a fianco, o comunque che sono a diretto contatto con questi operai hi-tech.

Il loro crescente successo è dovuto a diversi motivi. Innanzitutto, con il loro impiego, il personale e gli operai specializzati possono delegare ai cobot i compiti più ripetitivi, faticosi e noiosi. Inoltre, è in genere piuttosto facile configurarli e “istruirli”. Il collega umano mostra visivamente al robot il compito da eseguire: la macchina registra, memorizza ed elabora tutte le operazioni attraverso i propri dispositivi hi-tech. E quindi “impara” velocemente e direttamente dal personale che la affianca, che ne diventa tutor e supervisore. In più, i prezzi di mercato di diversi cobot risultano anche più bassi rispetto a quelli di altri robot industriali.

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